lunedì 10 giugno 2013

ANVEDI L' ESTATE..

Io odio l' estate. Odio sentire caldo e non poter fare niente per sentire meno caldo. Odio sudare e le magliette che puzzano..ok, non puzzano, fanno un brutto odore. Odio avere i piedi scoperti, ho sempre paura di pestare merde o che qualcuno mi pesti le dita. Odio il sudore tra i capelli, ho tanti capelli, e odio l' odore sul bus, ok quello c'è anche d'inverno. Odio andare al mare, non ho mai voluto imparare a nuotare, odio anzi DETESTO la sabbia e i panini che sanno di sabbia e il gelato che sa di sabbia. Pure il caffè freddo sa de sabbia! Allora ogni estate, ogni maledetta estate mi faccio tutto un ragionamento. Si io ragiono tanto con me. Mi piace parlare con me, che mi do sempre ragione io..allora dicevo..il ragionamento. Mi dico: ci sono cose positive nell'estate. Per forza, se piace a tanti! Per esempio il cocomero. Poi meno panni da lavare,stendere,ritirare,stirare, mettere in ordine. Poi le calze..o le calze..niente da tirare su, tirare giù, smagliare, buttare, ricomprare. Poi le finestre aperte, le voci dei bimbi qua sotto. E la luce fino a sera. Epperò qua niente. Non mi riesco a convince. Continuo imperterrita ad odiare l' estate. Il mio cervello continua a dire: autunno..autunno..autunno tutto l' anno. Cercate di convincermi che qua é arrivato il caldo porca paletta!

giovedì 2 maggio 2013

E ORA?

E ora? E ora niente. Che tu lo sai quello che succede ora, Mgg. Che quando eri tu nello sprofondo sei dovuta risalire. Piano piano. Che ti facevano male i polpacci, tanto era ripida la risalita. Epperò non eri sola. Ci sono stati loro ad aiutarti, prenderti sottobraccio e trascinarti. A volte proprio a spingerti. Che non volevi risalire, no. Si ci sono stati loro. Tua madre, con la disperazione scritta in volto, dal vederti così. E tuo fratello, che lo adori. E lei, tua sorella. A suo modo la più forte. E tuo cognato. Fratello non di sangue ma di animo e di cuore. Che nel tempo si è preso sempre più cura della piccia. Gli ha tolto le rotelle e le ha insegnato ad andare in bici. Al posto del papà. E ora? Ora niente, Mgg. Ora tu sai che succederà. Tu dovrai sostenere, trascinare e all'occasione spingere verso la risalita. Che questo pensiero manco ti fa gioire della cosa più bella che ti poteva succedere. E che mia figlia è incinta. E mio cognato sta morendo. Cazzo.

sabato 2 marzo 2013

Perché non credo agli oroscopi.

Io sono nata il 29 di Settembre.
Come il Silvio nazionale. Ora diciamolo signori della corte, nessuno sceglie il giorno in cui nascere.  E io men  che meno.
Ma ora vado ad illustrare delle peculiarità del Silvio, a me lontane.
Lui possiede milioni di euro. Io no. A tratti neanche poche centinaia.
Lui ama le giovani donzelle, possibilmente disponibili e di facili costumi nel senso che si tolgono facilmente. Io il costume lo lascio al periodo estivo, possibilmente anche coprente, stringente, aspirante.
Lui e' propietario di varie televisioni. Io di una, perché l'altra e' di mamma.
Lui si circonda di idioti e qui, ahimè devo fare un appunto...un paio di idioti li conosco pure io ma mai e poi mai li sceglierei come amici, figuriamoci come segretari di partito. Lui e' abbronzatissimo, io vario tra il verde pallido e il bianco candido. Lui ha trasformato così tanto i suoi connotati che se decidesse di anda' a vive a Pechino i cinesi non vedrebbero la differenza. Io non vado manco tanto dall'estetista, non perché non ne abbia bisogno, perché non c'è più niente da fare.
Ora secondo voi quali potrebbero essere gli elementi che ci uniscono al tal punto da condividere lo stesso segno zodiacale? Cioè  vi rendete conto che può essere solo una grande, stratosferica cazzata? Se qualcuno gentilmente vorrebbe spiegarmi perché io  invece dovrei crederci, gliene sarei infinitamente grata.

venerdì 21 dicembre 2012

PER ME IL 25 DICEMBRE NON E' NATALE.




 Che non mi ci trovo mai bene io in questa assurda frenesia che prende a tutti quanti, sarà che per anni  il 25 Dicembre era un giorno come tanti...che so tipo il 16 d'Aprile. Che non riesco a dimenticare che mio padre era sempre più incazzato in questi giorni di festa, pensava a quando da piccolo non avevano niente da mangiare anche il giorno di Natale, e malediceva le feste ogni giorno fino a che non passavano. Niente albero a casa mia nè presepe, e quando noi bambini chiedevamo timidamente qualcosa ci rammentava che c'era gente che non aveva niente da mangiare, niente da festeggiare. E da allora non riesco a non pensare a chi veramente non ha niente. No non ai bambini del tanto nominato Biafra ( n'do cazzo sta sto Biafra poi...) Ma le persone che vivono fra noi, quelli che passano davanti alle vetrine addobbate, che magari passeggiano per i mercatini con i tasca poco o niente. Io non possiedo grandi cose. Anzi, faccio un lavoro umile e poco pagato, ma i miei figli sono con me e magari pochi euro li spendiamo per arredare l'albero e le lucine..il torrone e il pandoro per il pranzo di Natale, e mentre faccio la spesa e penso a cosa cucinare il 25, penso a chi non avrà nessuno con cui festeggiare, non riesco a non pensare a queste cose e allora capisco che anche il giorno di Natale è davvero un giorno come un altro per chi ha le cose più importanti e ci tiene. Questo è l'augurio che voglio fare  a tutti, per Natale e per gli altri più importanti 364 giorni dell'anno. Che possiate sempre avere qualcuno di così importante da non rendervi conto che il 25 Dicembre è Natale.

lunedì 15 ottobre 2012

IO SONO UNA ROMPI PALLE.

Io sono una rompi palle, perchè quando devo dire una cosa che penso e il discorso comincia ad andare in un altro senso io devo finire di dire quello che penso. Anche se a quel punto non c'entra più niente.
Io sono una rompi palle perchè quando il cinese del negozio mi sorride io lo guardo  e chiedo lo scontrino. Che poi butto.
Io sono una rompi palle perchè quando guido e mi fanno un torto,  io alzo la voce, e non "lascio stare" anche se è un camionista di centoventi chili. Io sono figlia di un camionista.
Io sono una rompi pallle perchè quando sento "nove donne su dieci hanno detto che..." io vorrei sapere la decima che ha detto.
Io sono una rompi palle perchè quando ci sono le riunioni della classe di mia figlia e vedo che ste "mamme barbieminchia" continuano a parlare inutilmente mi alzo e me ne vado. E il maestro non  mi corre  più dietro perchè ha capito che non mi deve più fare la domanda "sentiamo cosa ne pensa la mamma di Giorgia".
Io sono una rompi palle perchè sono ANNI che ripeto ai miei figli le stesse identiche cose e loro si sono stancati di sentirmi. Io no.
Io sono una rompi palle perchè io lo posso dire che rompo. Ma nessun altro.


sabato 25 agosto 2012

Le cose da fare/non fare con i bambini..

Allora io giro per i blog e quella sta assediata ( la v.)  l'altra deve sfornare (eleonor) e anche Calzino con la pancia...si insomma io c'ho na certa esperienza e mi è venuto in mente che posso dare consigli come una vecchia zia. Ma se qualcuno si azzarda a ridirla sta cosa della vecchia gli amputo virtualmente un dito. Allora dicevo, ci sono delle cose che ho imparato sulla mia pelle, quattro figli piccoli mi hanno forgiato, e ora vo a consigliare:

1: Quando si va in un ristorante/pizzeria/matrimonio/evento/ecc.ecc la prima cosa da fare, ancora prima di salutare gli sposi è vedere dove sono i bagni. I bambini sentono lo stimolo, si si , ma te lo dicono quando ce l'hanno già in pizzo in pizzo...cioè tipo: mamma devo fare pip...fatta.

2: Non parlare mai MAI male di qualcuno di conoscente davanti a loro. Cioè " ma che capelli sè fatta tu sorella? Pare na medusa". Loro, i poveri innocenti, la bocca della verità, riporteranno paro paro le parole dette. Da te. A lei/lui/loro.

3: NON PROMETTERE NIENTE. Questo è il consiglio più importante. E lo rivolgo sopratutto ai papà. Voi uomini avete la promessa facile. Lo fate anche con noi. (ma questa è un altra storia) Con i bambini non vi conviene. Se promettete " domani andiamo al circo" loro SE LO RICORDANO. E non fa niente se la cofana di Moira ha preso fuoco. Ce li dovete portare, magari con la tuta ignifuga,  ma ce li dovete portare. Se dite, per farli stare buoni, domani andiamo al mare/parco/centro commerciale/ecc ecc e poi avete un incidente e state in coma dieci anni, al vostro risveglio le prime parole che vi dirà vostro figlio non saranno "come ti senti" ma :" avevi detto che andavamo..."

Per adesso mi son venute in mente solo ste cose. Se vi possono servire non lo so, ma se io avessi avuto una vecchia ( attenz...) zia così buona da darmeli sti consigli mi sarei risparmiata una vita di stenti...mentali. Cià

giovedì 23 agosto 2012

le cose belle della vita..

 Ieri pomeriggio, io e i miei figli, Francesco e Desi, abbiamo passato due ore a parlare. Eravamo li, in cucina, il condizionatore acceso, il caffè, le sigarette, la calma, le risate. Abbiamo ricordato di episodi di quando erano piccoli, abbiamo riso di quando ho tagliato i capelli a Desi e lei si è vergognata fino a quando non sono ricresciuti, abbiamo ricordato le battute del loro padre, parlavano tra loro del nuovo ragazzo  di Desi e Francesco era li che ascoltava attento, non faceva domande, lasciava che lei gli raccontasse tutto, perché lui voleva sapere tutto, essendo gelosissimo della sorella. Non c'è un amico di Francesco che non la sappia questa cosa. Ho chiesto delucidazioni su come si è ragazzi oggi, come funzioni la cosa..me lo hanno spiegato. Senza sfottere. Abbiamo parlato della bambina, di quanto è cresciuta...di quanto siano preoccupati. Loro. E poi abbiamo riso. Tanto. Di tante cose, neanche ricordo cosa. Solo ricordo le loro risate. Non sono andata in vacanza. Ne ho visto posti meravigliosi, se non quelli che attraverso i racconti di alcuni di voi ho visitato, ( il K) ma credetemi, se anche fossi stata sulla luna niente potrà mai eguagliare un pomeriggio bello come quello di ieri. A casa mia con i miei figli. E niente, volevo solo dirvelo.

sabato 18 agosto 2012

le cose difficili della vita..

Dopo innumerevoli rapporti sessuali.
Quattro gravidanze  e relativi parti naturali.
Qualche foto che più esplicita non si può.
Dopo aver letto interessanti trattati scientifici sull'anatomia femminile.
Sono riuscita a capire come si mette un tampax.

lunedì 13 agosto 2012

Cose che si dicono...


Domani metto a posto nella mia camera...
Stasera torno presto...
No non corro con la macchina!...
Non ho bevuto...
Prendo solo latte e pane..
Stavolta non faccio tardi...
Ti amerò per sempre...
La legge è uguale per tutti.

(liberi di aggiungere cose vostre)

mercoledì 25 luglio 2012

SCUSATE SE ESISTO..

Qualche giorno fa, in occasione del compleanno della mia figlia più piccola, parlavo con una mia parente. Saggia, anziana, e molto molto brava. Una donna che neanche la disabilità grave di un figlio ha fiaccato, un ottantenne che tutte le mattine, qualunque temperatura il Signore abbia deciso di mandarci quel giorno, si alza alle cinque, va dalle galline, foraggia i conigli e così via. Dunque parlavo con lei della nascita di Giorgia e ad un certo punto mi ha detto una cosa che mi ha fatto , dapprima sobbalzare, di seguito riflettere. Lei era li in ospedale quel giorno. Era dovuta e voluta venire, benché io non sia proprio una sua parente prossima (è la suocera di mia sorella) e mentre io ero in travaglio si era presentato un problema: la bambina si era "incastrata". Ora per chi non sa il significato di questo termine ostetrico, smettete di sbarrare gli occhi. Succede più spesso di quanto possiate immaginare. Non sto qui a dilungarmi sul significato di ciò che non ho voglia e poi non posso fare tutto io, insomma il dolore era già di per se intenso, aumentato dall'ansia per la piccola e se devo dirla tutta anche dalle mani dell'ostetrico. Ma io non urlavo. Lei l'altro giorno mi fa: "sembravi un attrice","perchè un attrice?" ho risposto, ma senza offendermi, perchè con Elisa non mi offendo mai. " perchè ti lamentavi  piano, come se non ti facesse tanto male, ma io lo so perché non urlavi...fuori dalla stanza c'erano le tue figlie. Non ti volevi far sentire mentre soffrivi." Era così. Ho partorito Giorgia alle 4 del pomeriggio, dopo più di 4 ore di travaglio. Le mie figlie erano già grandi ed erano volute venire in ospedale, fuori dalla sala travaglio c'erano delle sedie e loro erano li, le avevo sentite chiedere di me. Tra una contrazione e l'altra le avevo fatte entrare un secondo e le avevo rassicurate, mentendo, sul fatto che quella volta soffrivo meno perchè era il mio quarto parto...oramai sapevo bene la tecnica. Avevo cercato di proteggere le ragazze dal sentirmi soffrire e non mi ero preoccupata di urlare,  perché porco giuda,  ne avrei avuto tutto il diritto. Io ero passata in secondo piano. Ma fino a che questo "mettersi dopo" lo faccio con i miei figli ci sta. Il fatto è che io mi metto sempre in secondo piano. Io do sempre la possibilità a chiunque di prevaricarmi. E semmai me ne accorgo, perché cazzo ora ho 48 anni e quindi a volte me ne accorgo, faccio fatica a ristabilire parametri giusti. Ho sempre messo davanti i miei difetti,li elenco,  li sviscero dando così la possibilità a chiunque lo voglia di impararli a memoria e tirarli fuori al momento giusto.." e ma lo dici pure tu che sei così e così...!" Ora però piano piano ho imparato sto imparando a non porgere sempre l'altra guancia. Evito accuratamente le persone che hanno approfittato di questa mia debolezza, anche quando queste persone mi sono molto vicine, nel senso che mi sono parenti. Li amo, ma ora vedo anche i loro di difetti e non solo i miei. Li frequento quando voglio senza dover per forza accettare i loro inviti, che si trasformavano ogni volta in processi sulle mie scelte. Sopratutto perché io poi non giudicavo mai le loro di scelte. E se ve la devo dire tutta qualche giorno fa ho detto per la prima volta in vita mia ad una persona di queste: fatte i cazzi tua.