lunedì 23 luglio 2012

CERTE VOLTE

Certe volte mentre lavoro,
mentre stiro,
mentre cerco di dormire la sera,
mentre guido nel traffico,
mentre sono sul treno o sul bus,
mentre cucino,
mentre leggo,
mentre sono in bagno,
mentre mi lavo sotto la doccia,
mentre cerco di capire cosa scrivere in un messaggio,
mentre leggo un post bello o divertente,
mentre passo la cera,
mentre firmo le raccomandate,
penso a quello che vorrei scrivere qui.



giovedì 19 luglio 2012

" TU COME STAI?"

Era l'estate del 1979 e io avevo un registratore bianco. La cassetta  girava in continuazione e oramai avevo imparato bene come sfilarla piano dal registratore, infilare la matita e riavvolgere il nastro. La voce di Claudio Baglioni riempiva la mia camera, e io cantavo con lui. "Tu come stai?" era la canzone che più di tutte sapevo a memoria, la cantavo a squarciagola fino all'urlo di mia madre che mi costringeva ad abbassare il volume. Il pomeriggio passava lento, nel cortile del mio palazzo non si sentiva un rumore e io non vedevo l'ora che la vita cominciasse a scorrere, piano piano. La tenda che riparava dal sole in cucina veniva tolta nel tardo pomeriggio e allora tornava un po di fresco. La nonna aveva sempre della verdura da pulire e il mio compito era di aiutarla. Quel pomeriggio toccava ai fagiolini. " che c'hai Irè?"  " niente nò perchè?" " a me nun me la fai piccolè..nun pe gnente te chiami come me..semo uguali io e te, se ce gira ce se legge n'faccia" Il viso era rugoso ma gli occhi erano limpidi. Mia nonna non mi leggeva in faccia ma nel cuore. Abbassai il tono e dissi a mezza bocca: " me piace uno... er fatto è che io non lo so se je piacio...me guarda, me sorride..certo che bello è bello...ieri c'aveva un paro de ginz blu a nonna, stavo a stenne li panni poco ce manca che casco de sotto. S'è girato e m'ha sorriso.." "Vedi Irè, io l'avevo capito che te piace er meccanico qua sotto...nun pe gnente ogni tre per due scenni...na vorta vai a pja er pane, che poi ce tocca regalallo a Sora Elisa pe le galline, na vorta manca er latte, che lo pij solo tu e t'ho visto svotà la busta nel lavandino avanti ieri, na vorta na cosa na vorta l'altra..nun ce vo na scienza pe capì certe cose...e poi te ripeto, sei come me. Te conosco bene." " Oddio nò nun è che se nè accorto pure papà? quello me chiude drento casa.."
"Seee bonasera... vedi piccolè tu padre è n'omo. In quanto tale è creatura semplice..se le cose nun gliele sbatti n'faccia nun le vede. E te sto a parlà de mi fjo..Lo sai quanno n'omo drizza le recchie? quanno è attento, o se accorge de quarcosa? Quanno la materia je nteressa. Ora io so vecchia però l'occhi ce l'ho ancora boni. Tu a quer pischello je piaci e l'ho visto puro io che ogni tanto tira no sguardo sopra pe vedette. Me ce so ncontrata co l'occhi e è diventato tutto rosso..quindi" " Ma che davero nò? oddio allora non è che me lo sognavo io..Susanna, che er fratello suo lo conosce bene, dice che abita a Zagarolo, se chiama Tommaso e c'ha dicinn'ovanni...ma che dici che devo da fa?"
" Gnente..paro paro. E' n'omo? E allora la prima mossa tocca a lui se davero je n'teressi. Tu statte ar posto tuo, puro perchè daje e daje allora tu padre davero s'accorge e te chiude. Tu piccolè nun da confidenza, nun lo guarda, almeno nun te fa accorge, e tira pe la strada tua. Se so rose fioriranno. Io a tu nonno jo fatto tirà er collo pe n'anno...cor comodo mio..anche se te la devo di tutta c'avevo paura che se stufasse...ma na vorta nun era come mò..e quanno me faceva scenne mi madre da sola?? S'annava in campagna tutti insieme e tutti insieme se tornava, nonno s'è dovuto vendemmia na vigna pe chiede a mi padre se me poteva parla...e tu nonno faceva er fabbro!" La nostra conversazione fu interrotta dall'arrivo di mia madre.
Mentre pulisco i fagiolini  mi torna in mente quel pomeriggio di tanti anni fa, e mia nonna. Aveva un modo incredibile di dirmi le cose, era la mia confidente, la mia migliore amica, la mia colonna. Mi difendeva, mi proteggeva ma non mi lesinava rimproveri quando , come tutti i giovani, esageravo. Mentre lavo i fagiolini sorrido a quei ricordi. " Che c'hai da ride Irè?" "niente Tommà... m'è venuta in mente nonna".

martedì 17 luglio 2012

fatelo voi se siete capaci

Ieri abbiamo installato la  nuova tv io e mia figlia. Senza  alcun ausilio di un uomo. Che di solito quando fa ste cose bestemmia, beve sei birre e devi stare li a guardare e non parlare. Ora lo so che i più maschilisti di voi già dicono: "e che ci vuole oggi come oggi...sti televisori hanno solo due spine da attaccare!" Vero. Ma ci vuole  l'umiltà di una donna andare su google e cercare il significato di "presa scart " e noi lo abbiamo fatto.

mercoledì 11 luglio 2012

UNO STRANO INCROCIO..

Ora io ho un cane. Fin qui niente di strano, quanti di noi hanno un cane? Il fatto è che di strano c'è il mio cane. E' un cane normale, come tutti i cani, un muso, due orecchie , una coda e quattro zampe (corte), ha però delle caratteristiche che testè vi vo a descrivere. Innanzi tutto una delle sue ave si sarà accoppiata incredibilmente  con un canguro. Fa dei salti che ti arriva in faccia, anche solo perchè hai sfiorato il guinzaglio. E siccome il suo guinzaglio si trova vicino alla porta d'ingresso, non vi dico le facce degli incauti visitatori che andando via si trovano, per sbaglio, a toccarlo. Molti hanno baciato in bocca Nerone. Si Nerone è il nome del mio cane. Nero per gli amici e i famigliari, io sono la mamma. Ora avete anche indovinato il colore del mio cane. Ci sono due cose per cui va pazzo. Una sono i palloncini. Anche solo vedere il pacchetto comincia a guaire. Poi una volta gonfiato il palloncino lui lo rincorre e cerca, spessissimo con successo, di non farlo esplodere. Chiude il palloncino ad un angolo, lo afferra con le zampe anteriori e mastica pianissimo il nodino che serve a chiuderlo. Ha affinato la tecnica sapete? Le prime volte gli esplodeva sul muso, tornava e voleva un altro palloncino. Il colore preferito è l'arancione,  per cui ogni volta che compro i palloncini a Giorgia mi tocca essere sicura che dentro ce ne siano almeno due arancioni. Un altra cosa per cui ci stramazza le palle sono le mosche o le api...come ne vede una che entra dentro casa comincia a rincorrerla saltando come un pazzo, cadendo una volta sul tavolino del salottino, una volta sbattendo la testa sulla porta-finestra della cucina e via dicendo. Fino a che non la prende al volo. Poi la mastica un po, la risputa in terra e osserva con sguardo maniacale l'agonia dell'insetto. Se qualcuno di noi si avvicina..ringhia. O no, non pensate che sia un cane aggressivo. Mai stato. Non ha mai morso a nessuna creatura vivente. A meno che questa creatura non sia un ape o una mosca e quel giorno abbia deciso di farci visita.  Un altra caratteristica di nero sono gli occhi. Deve aver fatto il provino, a nostra insaputa, del cartone animato "Sherk"  o come si chiama. Perchè rifà paro paro gli occhi teneroni del gatto con gli stivali. Ci manca poco che mette le zampe a preghiera ed è lui. Questa scenetta si ripete due volte al giorno all'incirca. Pranzo e cena. E siccome gli viene di un bene che se lo vedono al cinema lo prendono, riesce ad ottenere dei bocconcini, poi ringrazia con una leccata de faccia che ti fa lo scrub. Questo è il mio cane. Volevo che conosceste anche questo membro della famiglia. Che razza è chiedete? Un incrocio. Fra un bastardo e un infame.

venerdì 6 luglio 2012

mi mancano delle app

Perché le farmacie hanno le insegne più strabiliose di tutti i negozi? 
Perché non capisco mai mai cos'è il fuorigioco?
Perché quando leggo qualcosa di intellettuale faccio una certa fatica (molta) a capire?
Perché quando mi spiegano le strade non capisco mai le indicazioni e mi perdo? 
E perché non capisco le cartine stradali e ho tanta (troppa) difficoltà con il navigatore?
Perché quando leggo le istruzioni del mio condizionatore riesco a malapena a capire on-off?
Perché quando sono sul bus o sul treno cerco di capire le conversazioni degli altri, che tanto non me ne frega niente e dimentico tre secondi dopo?
Perché piango se rivedo una scena che ho già visto e per cui ho già pianto?
Perché mi rileggo i messaggi che mi hanno fatto piacere e sorridere e mi fanno ancora piacere e sorrido ancora?
Ok mi mancano delle app

giovedì 28 giugno 2012

TRE SETTIMANE DUE GIORNI E SEI ORE

" Mamma...mammaaaa!...a mà"  la voce di mio figlio mi arriva come i botti improvvisi...apro gli occhi e non riesco a capire se è mattino, sera, pomeriggio..."  ecco..ecco.."  bofonchio, "che c'è Mattè? "  "se po sapè dove me metti le cose? io non riesco a trova na maglietta..meno male che la casa nasconde ma non ruba..per me te la roba mia te la vendi proprio...a maglietta quella co bob marley hai capito ? A ma che hai fatto? C'hai du occhi che pari fatta...poi sei tu che te preoccupi eh?" " Ma che sta a di...me so appisolata un secondo...sul divano.." "Si appisolata...te hai perso conoscenza t'o dico io...allora sta maglietta? " " E starà tra la roba da stirà...eccola mo te la stiro du secondi e te la metti stai calmo.."           allora famo così, io mo vado a fa la doccia tu me stiri la maglietta e poi rivai a fa pace cor divano vabè?" Un sorriso e vado. La stanchezza prende il sopravvento e non è facile il pomeriggio tenere gli occhi aperti. La mattina la sveglia si ricorda sempre di suonare e ogni giorno, ogni sacrosanto giorno cerco di trovare una scusa plausibile per non andare dalla Sig. D' Allori. Ma poi vado. Mentre il ferro si scalda ripenso a lui. E allora Lucì gliela fai a falla finita?? Me lo dico da tre settimane, due giorni e sei ore. L'hai capito o no che te stai a fa un film in testa?? Lo sai quanto può essere pericoloso, ce sei già passata e non me pare il caso de ricascacce...alla tua età poi. E vabbè che sarà mai...c'ho 43 anni, so separata da 5...va bè basta. " La maglietta è pronta! Il signore è servito!" "A spiritosa... se vengo li lo sai che te faccio vero?" Già rido...lo scherzo preferito di mio figlio è farmi il solletico sotto al collo. Mio figlio...è la mia vita. Matteo ha 21 anni, e ha visto molte cose già nella sua vita. Molte delle quali avrei preferito non vedesse. Un padre alcolizzato, per esempio. E violento. Stava diventando violento anche con lui.  E questo no. Aveva visto lo sguardo ostile del figlio, aveva percepito già da un po l'odio che montava e non lo accettava, il suo orgoglio era sopra tutto e tutti. Non era cattivo e io non riuscivo ad odiarlo. Non dopo che lo avevo tanto amato. Era stato il mio primo "fidanzato ufficiale",   anche la mia famiglia era stata contenta..avevo venti anni io e ventuno lui, i modi educati, la famiglia semplice, aveva conquistato tutti. Lavorava, era manovale ma imparava presto. Erano gli anni novanta...tutto sembrava possibile e fattibile. Poi piano piano le cose erano iniziate ad andare male, il lavoro scarseggiava e per uno come lui chiedere di lavorare, era come chiedere l'elemosina. Aveva iniziato  a bere, a diventare violento sempre di più. E io piangevo sempre di più. Una sera era rientrato prima del solito,  più cattivo del solito. " Sei una puttana, lo sapevo che prima o poi te saresti scoperta...puttana" non avevo capito subito...lo guardavo con gli occhi già umidi.." sei annata a dì in giro che voi lavorà..io se voglio te ricopro d'oro puttana...t'ho detto cento vorte che tu devi sta a casa ma tu no..la signora vole annà a lavorà..che devi da fa? Tu stai a casa hai capito?  "  avevo cercato di spiegargli che avevo solo chiesto al salumiere se conosceva qualche signora che aveva bisogno di qualcuno per le pulizie, non mi aveva fatto finire di parlare...il primo cazzotto mi aveva preso sulla tempia, cadendo avevo sbattuto la testa sul tavolo in cucina, ma con la coda dell'occhio lo avevo visto mentre cercava di alzare il pugno...poi avevo sentito quel suono...un ringhio, ho alzato lo sguardo..era Matteo. " Tu a mamma nun gle meni più, bastardo." Ho fatto appena in tempo, ho gridato e mio figlio si è fermato. Poi tutto è precipitato, lui che se ne va, sparisce per sei giorni,  la visita all'ospedale, mio figlio che mi dice " mamma se papà rientra me ne vado io". No. Questo Lucia non lo puoi permettere. E così era finita. Non era stato facile, anzi, ma avevo Matteo con me e questo mi bastava. Il salumiere mi aveva fatto parlare con la sig. D'Allori.  Mi sono abituata, lucido l'argenteria come se lo avessi fatto da sempre..e io d'argento c'avevo solo na catenina. Mi devo cambiare se viene qualcuno d'importante per servire il caffè, e devo ricordare sempre sempre di mettere l'acqua fresca a quel catorcio de cane, Nun se pò guardà ne davanti nè de dietro! " Lucia, mi raccomando, copri le gambine di Ettore, che ha l' artrite poverino" ...va bè poi me devono spiegà come fa a veniglie l'artrite ar cane che non fa un caz...tutto il giorno...ma allora a me che me deve venì...la tubercolosi!? Comunque tutto andava tranquillo...fino a tre settimane, due giorni e sei ore fa..l'autobus tardava e io sbuffavo, faceva freddo alla stazione trastevere, quel signore che prendeva l'auto con me, lo avevo notato, era un bell'uomo, mi guardava e io d'istinto mi chiudevo bene la lampo del giubbotto. Poi si è avvicinato, ha fatto un sospiro e mi fa: "freddo eh?" ricordo che la prima cosa che ho pensato è stata "ammazza che originale!"  " eh già..."  " e ma dicono che aumenterà e probabilmente nevicherà pure!"  " pure! che c...cioè speriamo di no.."  il sorriso era apparso spontaneo, ed era stato come se d'improvviso un raggio di sole avesse attraversato quel cielo grigio. Ecco l'auto..menomale, avevo preso posto nei sedili singoli, tanto per lanciare un messaggio chiaro. L'avevo visto quando era sceso, alla fermata della metro S.Paolo, si era girato a guardarmi e mi aveva sorriso. D'improvviso la temperatura dentro il 766 era salita in picchiata. Almeno per me. E il giorno dopo era ancora li, e quello seguente pure, sempre cercando deboli scuse per attaccare bottone. Ma io avevo paura, ero anzi terrorizzata. Si stuferà, mi dicevo. E allora sarà meglio così, ma lo aspettavo,  e una volta che avevo fatto in tempo ad andare a comprare le sigarette lo avevo guardato da dentro la stazione, si guardava intorno come a cercare qualcuno. Sono arrivata piano, lentamente e mi aveva visto...sorrideva, " buongiorno...freddo eh?"  daje.. " e si anche oggi pizzica"  ecco l'auto, ma stavolta mi aveva fregata, c'erano posti a sedere solo in coppia e mentre mi sedevo lo avevo visto sorpassare tutti, anche la signora filippina prepotente e mettersi seduto vicino a me. " posso? scusi eh ma noi ci vediamo tutte le mattine e non sappiamo neanche i nostri nomi, io sono Mario" la mano era calda e la stretta piacevole, mentre mormoravo Lucia. Poi era stato zitto per quasi tutto il viaggio, avevo pensato, che so, che il nome Lucia non gli era piaciuto..Era un venerdì e lui il sabato non lo vedevo mai. Poi la domenica avevo avuto la febbre, ero stata malissimo, avevo telefonato alla signora e le avevo detto che appena mi sarei ripresa sarei tornata, si era fatta promettere che appena tornata avrei lavato tutte le tende, che con tutta quella gente che aveva avuto per le feste natalizie erano sicuramente "indecenti". Si proprio così aveva detto: "indecenti"...le tende? Va bè se lo dice lei..Il giovedì ero tornata al lavoro, e mentre uscivo dalla stazione eccolo li, mi vede e mi viene incontro..." meno male che oggi ti, cioè la vedo...ero preoccupato, pensavo di aver esagerato e forse per colpa mia aveva cambiato orario..ero pure venuto prima una mattina..ma niente. oramai sono tre mesi  che la vedo tutti i giorni e poi sparisce così, ma che è successo?" non riuscivo a fermarlo, aveva preso il via e non smetteva più. " Ho avuto la febbre alta, sono stata male.." " aaaa meno male...cioè no meno male che è stata male, ...però pensavo che io si insomma che s'era offesa, magari con me.." " senta io non avrei avuto nessun motivo per offendermi ( mazza com'ero forbita...pensa che il cuore stava a batte al ritmo del meneito..) lei è stato gentile e quindi...basta. ecco l'auto." (bella conversazione, complimenti Lucì.) I posti a sedere erano pieni e siamo rimasti li come du salami fino a S. Paolo. " Ci vediamo domani?" " Se Dio vuole"( Ecco hai fatto l'amplein stamattina. Se non t'arzavi nun facevi un sordo de danno.)  E da quel giorno era stato un crescere di parole, confidenze e risate. Avevamo parlato della nostra vita, era separato pure lui, da tre anni,  aveva una bambina di sei anni che era la luce dei suoi occhi, avevo visto tutte le foto sul suo telefonino e in una avevo visto anche la ex moglie. " bella donna.."  lo avevo mormorato e subito si era fatto triste. " Si è molto bella, ma non ci amavamo più...ci siamo messi insieme molto giovani..abbiamo interessi diversi,  ci siamo lasciati in maniera civile...ma è stata dura lo stesso, sono tornato da mia madre e ho dovuto riprendere le vecchie abitudini..ma ora sto bene, Giulia la vedo quando voglio, abitiamo anche abbastanza vicino..e tu?"  già e io? Come dirgli delle botte, dei pianti, di mio figlio che mi aveva difeso? " e io pure, nel senso anche per noi l'amore era finito (questo sicuro), ho un figlio di 21 anni..." " ventun anni? Noo ma quando lo hai fatto alle elementari? "  avevo sorriso, molti mi dicevano che non dimostravo la mia età, era una fortuna...va bè co tutta la sfiga che c'avevo avuta na cosa me poteva di bene? " Perchè secondo te quanti anni ho?" avevo chiesto. " mah...37, 38 non di più.." " 43 a settembre." lo avevo detto come se fosse merito mio..manco avessi vinto na medaglia.. " e tu?"
" 41 da fare a Marzo."  Ecco era pure più piccolo de me... e oggi, oggi mi ha detto che gli piacerebbe andare a prendere un caffè insieme..magari di sabato pomeriggio. E io mi sono anche fatta convincere a dargli il mio numero di cellulare.  Mi chiamerà per sapere se andrò  a prendere il caffè. E a Matteo che gli dico? E se poi questo è uno mezzo scemo? E se mi ha raccontato na marea de bucie? E se fosse un folle? E se..e se..e se..a Lucì e dillo che c'hai paura! E' che te sta a partì la brocca! te stai a innamorà e allora stringni ! e c'hai ragione pe carità ma non è che tutto te deve di male! Ecchecazzo...mica davero davero, e poi vai te pij un caffè, de giorno pe carità, e te ne torni a casa tua...mica te lo devi sposà, e co tutto quello che se sente...e va bè se senteno solo cose brutte perchè quelle belle non fanno notizia! Mica al telegiornale ponno di " Oggi i signori Lucia e Mario si sono presi un caffè a Roma, hanno chiaccherato un po e poi sono tornati tranquilli nelle loro rispettive abitazioni." Sai che gliene po fregà alla gente, co tutto quello de brutto che c'è in giro! Ecco appunto. Va bè basta. Se telefona io accetto il caffè. E che me metto? Oddio davvero che me metto? AO basta..nun t'ha manco telefonato ancora e già stai a paranoià..e infatti ancora non ha telefonato, ma che ore so? Le 5..c'avrà ripensato..meglio. Continuo a stirare che è meglio, la radio accesa e via di ferro..Lo squillo arriva alle sei meno un quarto. " Pronto?" " Si Lucia? sono io Mario, ( Lucì respira che è importante..) scusa l'ora ma mi ha telefonato mia mo..cioè la mia ex moglie, la bambina ha avuto la febbre e mi voleva vedere, va bene per te se andiamo domani pomeriggio?" " Si ma non c'è problema..facciamo un altra volta, non è importante.." " No no è importante. Domani sono libero, la bambina sta già meglio. Ci vediamo alle quattro e mezza alla stazione va bene per te?" " ssi,   (oddio mo balbetto) va bene alla giazione cioè alla stazione ( Lucì fatte vedè da uno bravo che stai grave)" " A domani, ciao" " Ciao"  Ho le mani e la fronte sudata. Ed è inverno. L'ho detto che sto grave. Adesso la cosa più importante.  "Matteo...Mattè viè  che te devo di na cosa.."
" Che c'è ma? te sè rirotto er ferro?" " No mattè viè mettete seduto mamma te deve di na cosa...""A mà quanno me parli così me fai partì er nervo...ogni volta pare stai a fa un proclama poi magari è na cazzata...uff dimme." " Mattè mamma ha conosciuto uno, un signore.. bravo, penso..comunque è un po de tempo che parlamo, ce incontramo sull'auto tutte le mattine, è gentile, separato e.." " a mà viè ar dunque" " Ecco m'ha invitato a prende un caffè co lui, domani..de giorno pe carità, e io ho pensato de annà..se però non voi io glie telefono e disdico, però me pare na brava persona.." Il silenzio che segue pare durare tre giorni. mi guarda, non mi stacca gli occhi e poi fa: " A mà, io lo sapevo che sto momento sarebbe arrivato. C'ho pensato tante vorte. e come reagirai me chiedevo..mo lo so. Io te conosco mammì, te non sei stupida, non tanto almeno, e saprai capì quello che devi fare e quello che non devi fare. Non te devi fa trattà male, che hai già dato..Poi se sto signore da amico diventa quarche cos'altro bè fai tu. Io de te me fido. Io sarò sempre tu fijo e come t'ho difeso na vorta so pronto a fallo sempre...va bè? e non piagne che non è morto nessuno...ancora. A senti.." "Si dimme bello de mamma"..(sigh) " c'ho ripensato...la maglietta, voglio quella co che guevara".

giovedì 14 giugno 2012

IO MI CHIAMO SARA E HO UN FRATELLO PIU' GRANDE DI ME

Io mi chiamo Sara e ho sette anni, ho un fratello che si chiama Luca e ha undici anni. Lui è più grande di me però è più piccolo. Mamma dice sempre che io devo pensare a lui come se fosse un bambino più piccolo di me. Io penso che non è giusto. A volte quando vuole qualcosa e non ci arriva inizia a strillare e si agita, e di solito fa così quando io ho un gioco nuovo e lui lo vuole toccare e prendere e stringere, e allora mamma dalla cucina mi dice sempre: "Sara, lascia che lo prenda almeno per un attimo, pensa a lui come uno più piccolo...sii brava su.." ma io lo so che non è per un attimo, a volte faccio fatica a toglierlo dalle mani, anche se ha le braccia lunghe e magre è più forte di me. E poi Luca parla in un modo che solo la mamma riesce sempre a capire che vuole, quando ha fame, oppure deve fare la pipì, o è stanco di stare sulla sua carrozzella e vuole andare a letto. Io non sono una bambina cattiva, anzi ieri ho sentito la maestra che  diceva  alla mamma che sono buona, però a volte mi arrabbio dentro. Però io alla mamma non lo dico che mi arrabbio con Luca.
Io mi chiamo Sara e ho dodici anni. Mio fratello è più grande di me però è più piccolo di me. Ieri abbiamo fatto una passeggiata, era bel tempo e Luca era tanto che non usciva. Lo abbiamo portato nella piazza del nostro paese, e mentre mangiavo il mio primo gelato di quest'anno ho sentito che mi chiamava, mi sono girata e l'ho visto ridere...guardava dei bambini che facevano volare i piccioni. Ad ogni volo improvviso dei piccioni partiva la sua risata gutturale, che a me e mamma fa ridere tanto.
Io mi chiamo Sara e ho ventidue anni. Ieri Luca è stato male, mamma mi ha chiamato mentre lo portavano al Pronto Soccorso. Quando sono arrivata ho visto subito mamma seduta, la testa china, e ho capito che era in preda al panico. Lo sappiamo bene che le cose peggioreranno ma non è mai il momento. Il dolore e la paura sono sempre lì, ma la speranza che anche stavolta ce la farà non la perdiamo mai. E' forte Luca. Come sono entrata nella sua camera aveva gli occhi chiusi, la maschera sul viso,  mi ha sentito, si è girato e mi ha sorriso. Anche stavolta Luca ce la fa, lo vedi mamma? E' forte Luca. Anche mamma ha sorriso.
Mi chiamo Sara e ho trentadue anni. Ieri ho perso mia mamma. So che a tanti è già capitato questo dolore...e quando stava per andarsene mi guardava e anche se non parlava io ho capito. La sua ansia più grande era il futuro di Luca. Tranquilla mamma, ci sono io le ho detto. Ha chiuso gli occhi ed è andata via. Luca era di là con la zia Rossana. Mi sono seduta accano a lui e l'ho guardato e lui ha fatto una cosa che non aveva mai fatto. Ha allungato il suo braccio e mi ha messo la sua mano ossuta sulla mia.
Mi chiamo Sara e ho trendadue anni. Ho un fratello che si chiama Luca ed è più grande di me.

venerdì 6 gennaio 2012

IO NON HO MAI PERSO..

Io non ho mai perso la voglia di sorridere, nonostante tutto, nonostante c'era poco da sorridere talvolta.
Io non ho mai perso la voglia di credere che tutti ma tutti proprio abbiano delle buone qualità.
Io non ho mai perso la speranza, anche quando chi mi doveva far sperare era disperato.
Io non ho mai perso la voglia di raccontare e confrontarmi, anche se chi era di fronte a me non ascoltava.
Io non ho mai perso la mia forza, anche quando non ce l'avevo più la forza e allora la cercavo, e la trovavo.
Io non ho mai perso la voglia di leggere, e rileggevo quello già letto e trovavo delle cose che avevo dimenticato e sorridevo.
Io non ho mai perso la sicurezza che avrei trovato qualcuno da  amare e che mi amava, e ora c'è.
Io non ho mai perso le chiavi di casa, nè ombrelli, nè sciarpe. Ma qualche amico si.
Io non ho mai perso la voglia di alzarmi da quel tavolino e andare dai miei figli e chiedere...chiedere..chiedere e magari non avere risposta.
Io non ho mai perso tante cose ma un biglietto della lotteria, quello, non l'ho mai vinto. 

mercoledì 21 dicembre 2011

ACCORRETE NUMEROSI!

ECCO IL MIO TERZO GIOIELLO..SONO FIERA DI LUI ...PER QUELLO CHE DICE E COME LO DICE...E PURE PERCHE' E' NU BELLO FIGLIO....ASCOLTATELO TUTTO...E FATEMI SAPERE

giovedì 15 dicembre 2011

TITOLI DEL TG...

Mi piacerebbe, un giorno, tornare a casa, e stanca degli odori del treno, delle attese dei bus e del vocio continuo che sento sui mezzi, mettermi seduta e accendere la tv per vedere il tg. Ma che fosse un tg delle buone notizie. Tipo che si dica che un senegalese o congolese...non so no gli l'ho chiesto,  stamani si è alzato per far sedere una signora. O che quel ragazzo alto alto ha chiesto scusa a tutti mentre passava perchè aveva uno zaino che dentro c'era la Treccani intera più quache ristampa. O che la signora filippina che chiedeva a tutti, me compresa, se quella dopo era la fermata della metro S. Paolo, poi alla fermata è tornata indietro per aiutare la vecchietta con il carrello che non riusciva a scendere, e in verità eravamo in più di uno ad aiutarla..mi piacerebbe che il giornalista leggesse questa piccole notizie con un sorriso bello bello stampato in faccia...Ora lo so che per la maggioranza queste non sono notizie da tg...ci mancherebbe. Ma non ce la posso fa più a sentir solo parlare di spread...tassi aumenti..inflazione. So bene che per fare il tg ci vogliono brutte notizie. E anche per fare mattino 5, pomeriggio 5 , la vita in diretta..Ma se qualcuno volesse fare il TG delle buone notizie io sarei pronta a dare il mio sostegno fornendo notizie da Roma. Sarei una giornalista free lance. Perchè le belle  cose accadono. Ogni giorno. E anche se piccole non sono insignificanti. O no?